Kihon
基本 — i fondamentaliLa stessa tecnica ripetuta finché smette di essere un pensiero. Si corregge l'appoggio, l'anca, la traiettoria. È la parte che nessuno filma e che decide tutto il resto.
Enna Bassa · Dōjō Akira-Ito
Una scuola di Karate Shotokan in cui tecnica, disciplina e rispetto vengono prima di tutto. Si lavora sulla posizione, sul respiro e sulla misura del gesto, seguendo una tradizione che mette al centro la crescita dell'allievo.
Come si svolge una lezione
Nel Budō nulla è casuale. Ogni tecnica ripetuta mette alla prova il corpo e forgia il carattere: la disciplina insegna a restare quando la fatica invita a cedere; il kata educa precisione e presenza; il kumite richiede coraggio, misura e controllo. Kihon, kata e kumite sono tre passaggi della stessa Via: trasformare il gesto in padronanza, la fatica in tempra e l’istinto in autocontrollo. È qui che il Karate supera il semplice sport e diventa Budō.
La stessa tecnica ripetuta finché smette di essere un pensiero. Si corregge l'appoggio, l'anca, la traiettoria. È la parte che nessuno filma e che decide tutto il resto.
Sequenze fissate da generazioni di maestri, che custodiscono un combattimento immaginario. Si studiano per intero e a pezzi, cercando il perché di ogni angolo.
Il confronto con un compagno, dal più codificato al più libero. Serve a misurare distanza, tempo e controllo: si impara a fermarsi, prima ancora che a colpire.
Chi insegna
Il Maestro Paolo Rizza preferisce che a parlare siano il lavoro sul tatami, la continuità della pratica e il rapporto con gli allievi, più che un elenco di titoli.
Ha superato i settant'anni e continua a insegnare dal tatami, scalzo, mostrando le tecniche invece di descriverle dal bordo. È il modo più onesto che conosce per dire agli allievi che quello che chiede è possibile.
La sua formazione appartiene alla linea diretta di Gichin Funakoshi: la stessa impostazione tecnica, lo stesso ordine di studio, la stessa idea che il karate serva a formare una persona prima che un atleta. Molte scuole hanno alleggerito quel metodo; qui è rimasto intero.
松濤館 · Shōtōkan
Era il nome con cui Gichin Funakoshi firmava le proprie poesie: il suono del vento fra i pini della collina dove camminava di notte. I suoi allievi chiamarono così la sala in cui insegnava, e da quella sala prese il nome lo stile.
Portò il karate da Okinawa al Giappone e ne fece una via educativa, non un metodo di combattimento. Scrisse venti precetti: nel primo mette il saluto, nel secondo la rinuncia all'attacco.
Posizioni ampie, traiettorie lineari, kata studiati fino in fondo. Il repertorio non è stato ridotto per renderlo più veloce da insegnare o più adatto alle gare.
La trasmissione arriva qui e continua: gli stessi esercizi, la stessa etichetta, gli stessi criteri per un passaggio di grado. Niente viene abbreviato perché l'allievo ha fretta.
A chi si rivolge
I gruppi sono divisi per età e per esperienza, così che ciascuno lavori al proprio passo senza rallentare gli altri.
Coordinazione, postura, capacità di stare fermi e di ascoltare. Il karate dà ai più piccoli una struttura chiara: si entra, si saluta, si lavora. I risultati si vedono anche a scuola.
L'età in cui la forza arriva prima del controllo. Qui si impara a governarla: tecnica esatta, confronto misurato e, per chi lo desidera, preparazione alle gare.
Anche da principianti assoluti. Si lavora su mobilità, respiro e concentrazione, con un'intensità che si costruisce nel tempo. Molti arrivano dopo anni di sedentarietà.
Persone, prima delle cinture
Il karate è tecnica, ma anche presenza, ascolto e responsabilità verso chi si allena accanto a noi. Dai più piccoli agli adulti, il gruppo è parte del percorso: si impara a rispettare tempi, regole e compagni.
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Gli allenamenti del Maestro Paolo Rizza si svolgono a Enna Bassa, in Via Rosario Livatino 170, presso Palazzo Trony. Per informazioni sui corsi puoi chiamare, scrivere su WhatsApp oppure inviare una email.
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Via Rosario Livatino 170
Enna Bassa · Palazzo Trony
94100 Enna (EN)
Nono precetto di Funakoshi. Un percorso lungo comincia sempre da un primo passo sul tatami.